Archivio per la categoria 1 stella

Un rutto da primato! ragazza rutta

di iperluca, 29 ottobre 2007, durata 27”, Italia, sonoro

Voto *

La ricerca dell’affetto è un tema vecchio come Achille, e non ringiovanisce grazie a una pellicola approssimativa e goffa come Un rutto da primato! ragazza rutta.

Certe scelte registiche di iperluca- lo scavo sul volto, la ricerca di una “fissità illuminante“- tradiscono velleitarie ambizioni alla Bergman. Ormai non ci scandalizza più per un rutto e se la cosa fa poco ridere si rischia di annoiare lo spettatore. (Zeno&Battaglia)

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Scricciolino e Borghe che ballano (Capodanno 2009 Cortona)

Di tantudiahane. Durata 2’28”, Italia, 2 Gennaio 2009, sonoro.

Voto *e mezzo.

Musical in salsa techno. Forse il primo. Di sicuro non l’ultimo. È questo il nuovo genere del terzo millennio? È questo che le masse vogliono? E allora perché non darglielo: ma sempre con il sorriso sulle labbra. Fortemente sbilanciato fra una prima parte più classica (il protagonista tiene il ritmo e dimostra un’indubbia vitalità) e una seconda parte sfilacciata e, alla lunga, ripetitiva in cui si da’ sfogo agli istinti più bassi sino al prevedibile, rabberciato spogliarello finale. E adesso un po’ di pubblicità.

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Il risveglio di Matteo

di 1988Lollo, 5 Novembre, 2008,  Durata 12”, Italia,  sonoro

Voto *

Un ragazzo ci guida con divertita circospezione nella stanza di Matteo per svegliarlo di sorpresa. Dalle inquadrature iniziali tutto lascia presagire il coupe de theatre finale. Ma quando il protagonista spalanca la porta, Matteo ammette di essere già sveglio: e tutto finisce in una bolla di sapone. Sciatta restituzione di uno scherzo fatto male. Le immagini sgranate non aiutano la comprensione. (Zeno&Battaglia)

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Sandro Moto Boy Quebrando Tudo 2011

di MrThiagoPaulista, 2 gennaio 2011, Durata 23”, Brasile, sonoro

Voto * e mezzo

Per tre lunghissimi minuti Sandro Moto, in slip gialli, occhiali da sole e birra alla mano, si dimena sulla spiaggia, cercando di attirare l’attenzione e di portare vivacità nel gruppo. Ma nessuno raccoglie l’invito a giocare e divertirsi.

Nel finale, una comparsata di un gruppo di bagnanti che attraversa incurante la pista da ballo senza batter ciglio, poggia una lapide di indifferenza su quest’opera, francamente noiosissima, di MrTiagoPaulista. (Zeno&Battaglia)

 

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Io che sgonfio un palloncino senza bucarlo

di Piccolamusicista1, 1 settembre 2010, Durata 1′ 41”, Italia, sonoro

Voto *e mezzo

Un carillon a camera fissa e senza pretese che ci riporta alle illusioni del cinema delle origini. Una giovane ragazza gonfia e lega un palloncino. Poi, il salto magico: il palloncino viene sgonfiato senza bisogno di bucarlo.

Piccolamusicista1 scambia il facile col semplice, la cinepresa con uno specchio. Deleterio l’utilizzo della musica, che non è di commento, né di contrappunto alle immagini. (Zeno&Battaglia)

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Mario u pezz San Cipriano d’Aversa

Di groundcontrolo. Durata 0’56”, Italia, 6 Settembre 2008, sonoro.

Voto *

Mario u’pezz San Cipriano d’Aversa si inserisce nell’ambito del documentario come Nino Benvenuti agli europei di danza ritmica. O, se si preferisce: indagine su materiale border line che farebbe impallidire Silvano Agosti. L’opera finisce per essere più interessante per i grossolani errori di impostazione che per la sua riuscita. L’intento è chiaro: intervistare un tipico irregolare (lo stesso genere di un classico come Bobbe Malle). Il risultato è una marmellata di sciatteria e di brutture che non lascia spazio al dichiarato oggetto di indagine (Mario), ma solo ai capricci del regista che si erge- con i suoi chiassosi interventi, col suo fare bullesco- come una barriera fra noi e la poesia del mondo che riprende. Di Mario ci rimane poco. Il guanto. Un dito alzato. Qualche battuta sarcastica e poco altro. Davvero troppo poco. (Zeno&Battaglia)

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Soccio Barbone Kebabbare e il Bus

di LadyPinkFucking. Durata 2’07′, Italia, 25 ottobre 2010,  sonoro

Voto *

Tre ragazze attendono la partenza di un autobus deserto conversando. Quando poi l’autobus parte il rumore del mezzo sovrasta le voci delle protagoniste e l’opera si perde in un bicchier d’acqua.

LadyPinkFucking si abbandona con compiacenza al chiasso e alla confusione. La trama non c’è. La storia neppure. I dialoghi sono una ridda di grida, acuti e risate, uno spartito stonato dal quale ogni tanto emerge forte e chiaro un accordo: piercing, cogliona, dentro, ciupa-ciupa, vabbè, sconti, ciao, puttana, il tuo che?, pantaloni, figura di merda, stellina, e i tre “ciao” finali. Soccio Barbone Kebabbare e il bus si riduce a una pacchiana esposizione di feticci adolescenziali. Tautologico, irresponsabile e privo di grazia. (Zeno&Battaglia)

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