Troppo ubriaco per ballare in piedi

di vinc388, 15 Gennaio 2008, 30”, Italia, sonor

Voto ***

Al termine di un rave party, mentre molti hanno già disteso i sacchi a pelo e altri se ne vanno via con passo sghembo, un uomo si distende come un sacco a pelo al suolo e, troppo stracco per ballare, agita gli arti  come un cetaceo arenato su una spiaggia della Versilia. Nel dilagante filone del neorealismo etilico,  fatto di pedinamenti ai danni di ubriachi filosofi, ubriachi in bici, ubriachi ubriachi, “troppo ubriaco per ballare in piedi” si ritaglia un capitolo a parte. Un genere in cui proliferano il noioso elogio della pazzia, la superficiale ricerca dello straordinario, la malcelata presa di giro e che spesso è ispirato dalla modesta pulsione di consolarsi e di sentirsi migliori tramite facili paragoni col diverso, il reietto, -bene – un genere così abusato è ancora in grado, per nostra fortuna, di dare vita a opere come “troppo ubriaco per ballare in piedi”: un raro esempio di adesione alle regioni dell’insanità, della perdità del sé, dei vicoli bui, delle strade perdute. L’uomo con la macchina da presa è divertito, ma non sarcastico, né adulatore o furbetto e gioca da pari con l’uomo davanti alla macchina da presa. Il dialogo, mano a mano che prosegue diventa un mano nella mano, un incedere abbracciati di uomini che condividono la sorte. Questa è la grande fascinazione che subisce l’autore davanti al ragazzo che balla. A tratti ne diventa così complice che si ha l’impressione che l’autore si trasformi nel personaggio imprevisto della sua stessa opera. E lo spettatore è furtivamente guidato a porsi certe domande: e se la macchina da presa  potesse ruotare di 180° cosa vedrei?, si chiede nel buio della stanza. Lo sguardo incantato di un regista? Il volto estasiato di un uomo in preda alle visioni, che ride osservando oltre i confini, là dove un uomo danza? Un altro ragazzo, identico al primo e steso per terra anche lui, perduto, smaniante anche lui?(Zeno&Battaglia)

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  1. #1 di 1axax1 il settembre 17, 2011 - 4:23 pm

    … è talmente penoso vedere un uomo come un fantoccio, strafatto di alcool e cos’altro, che non capisco il beneficio della visione!
    A chi fa bene? … a lui nel rivedersi?
    Nel suo quotidiano, ammesso che ne abbia uno? o nella minuta immagine d’una società che si rispecchia nel niente che offre.
    Comunque educativo … non lascia dubbi su ciò che succede oltre qualche occasionale morto.
    1axax1

    • #2 di zenobattaglia il settembre 20, 2011 - 5:18 pm

      car* 1axax1 ZenoBattaglia fa recensioni. Il nostro compito è osservare e criticare l’opera nel suo insieme, non giudicare le persone e i loro comportamenti. Se dovessimo seguire il tuo principio dovremmo anche dileggiare o condannare Humbert Humbert di essere un pedofilo e catafiondare fuori dalla finestra Lolita e Nabokov.

  2. #3 di Hinata il settembre 21, 2011 - 12:35 am

    rigorosi.

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