Ciccione che rincorre i piccioni in villa

di 94paprika. Durata 1’43′, Italia, 17 Agosto, 2010, sonoro

Voto ***

Un ragazzo sovrappeso rincorre dei piccioni in un parco, ma non riesce a prenderne neanche uno. Lui può solo correre e loro sanno volare. Alla fine deve rassegnarsi: uccidere l’homo faber che è in lui e vivere nel caos come una cometa. Se in Herzog (Grizzly Man) il bisogno di affetto dell’uomo si scontra con l’indifferenza della natura, in Ciccione che rincorre i piccioni in villa l’uomo finisce per diventare puro fattore biologico. Senza nessun tipo di costrutto dialettico o religioso, senza nessuna narrazione di sé. Nell’inquadratura del protagonista riverso sull’erba è racchiusa tutta l’estetica apocalittica di 94paprika. Le sequenze finali sono una restituzione brada della follia. La ripetizione ossessiva del termine piccione, i movimenti scomposti,  l’uomo che tuba rappresentano la sconfitta definitiva della ragione. Dopo millenni l’uomo ritorna alla preistoria. Gli interventi di paprika94 (i calci al protagonista, la ricorrente e incongrua voce fuori campo) ci ricordano troppo spesso che ciò che vediamo è ciò che la macchina da presa vuole farci vedere e non il mondo. Ma è talmente forte, bella e autonoma la prestazione incantata del protagonista che preferiamo dimenticare gli interventi della voce fuori campo per tutelare l’integrità del resto.

(ZenoBattaglia)

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