Articoli con tag soggettiva
Discussione in famiglia
Pubblicato da zenobattaglia in 2 stelle, Dizionario il settembre 25, 2011
Di bocca5gtturbo. Durata 2’07”, Italia, 7 Gennaio 2011, sonoro.
Voto **e mezzo
Attorno a una tavola imbandita una famiglia discute di uno scabroso fatto avvenuto alcuni giorni prima (probabilmente capodanno) nella stessa casa: durante un ritrovo tra familiari una ragazza con una gonna molto corta e un ragazzo che aveva alzato un po’ il gomito si sono chiusi in bagno per lungo tempo. Per fare che? Discussione familiare è un’opera spietata che non offre risposte e esige la partecipazione dello spettatore chiamato a integrare i fatti mancanti con la fantasia e a ricostruire un percorso pieno di zone oscure. Ma non è la trama a interessare bocca5gtturbo, e sarebbe sbagliato inserire Discussione familiare nel filone dei gialli domestici (insoluti). La materia esplorata da bocca5gtturbo è la reazione dei protagonisti, è il corto circuito morale innescato di fronte a un fatto spiacevole e oltre le righe. Ognuno ha un proprio modo di reagire allo scandalo. Francesco (il canuto padrone di casa) è infervorato: sbuffa parole come “educazione” e “rispetto” accasciandosi sulla sedia, disarmato. Dall’altro capo del tavolo la moglie evita di dare giudizi azzardati, facendosi paladina di un principio di equilibrio e di considerazione dei fatti. E c’è chi “butta paglia sul fuoco”, e chi si limita a dire “magari è andato in bagno a sboccare”. Tutti coinvolti, giustizialisti o meno, nel gusto perverso del linciaggio. Ma il protagonista reale della scena è il ragazzo dietro la macchina da presa. Matteo scombina, aizza, non vuole trovare una risoluzione pacifica e menzognera (e forse è proprio di una bella menzogna che avrebbe bisogno Francesco). Gioca al gatto col topo con i protagonisti, ci si mette contro e, da bravo incendiario morale, sostiene le tesi più dannose per l’equilibrio famigliare, buttando lì testimonianze poco chiare e decontestualizzate (“ho sentito versi di lussuria”), alle quali anche lui stesso stenta a credere. Trasformando l’oscena unione accaduta in bagno in un pretesto per parlare d’altro. Non sono i due giovani ubriachi, ma è la famiglia a essere messa sotto processo da bocca5gtturbo, con le sue regole, il suo buon senso e i suoi ruoli. E’ la famiglia l’oggetto oscuro, il mistero. “Strane cose succedono a casa tua Francesco. Questa è una casa disonorata.”, provoca in apertura Matteo col fatale cinismo di uno Iago. Non è un caso la scelta di una soggettiva così marcata, quasi una farsa del Montgomery di Una Donna nel lago, e del genere poliziesco. E non è un caso che il video non finisca quando la famiglia arriva a una risoluzione del giallo (o a un’assimilazione collettiva del fatto), ma quando termina il divertimento di Matteo.(Zeno&Battaglia)
Sempre in famiglia
Pubblicato da zenobattaglia in Dizionario, Pietre Miliari il settembre 18, 2011
Di Frapparentesi. Durata 0’45”, Italia, 7 Gennaio 2007, muto.
Voto *****
E allora è vero che nel XXI secolo si possono fare ancora opere mute, e di grande bellezza. Per lunghezza e mezzi Sempre in famiglia sembrerebbe mettersi quasi volontariamente in disparte rispetto a lavori più complessi e preparati come Festa in famiglia, I Santi 2008 in famiglia, ed è invece un gioiello. Forse il capolavoro di Frapparentesi, sicuramente il più poetico e maturo. Lo sguardo della macchina da presa, oscillante e arbitrario, è uno sguardo rigorosamente mentale. Segue i percorsi e le intenzioni dell’occhio umano, ma si consegna all’immortalità dell’opera d’arte. Per 45 secondi assistiamo a una struggente soggettiva della memoria. Dove nessuno si da’ la briga di recitare e la famiglia sgorga sulla pellicola con la stessa nostalgica e fatale autorevolezza dei ricordi. Sempre in famiglia ha il tempo della memoria, la sua durata. E come la memoria, come il sogno (le immagini di cui è fatto l’uomo) si realizzano nell’inconscio e nel suo linguaggio, anche in Sempre in famiglia le figure sono ciò che sono senza mezzi termini, senza “utilità”; e la quinta figura che scorgiamo appena (la figlia piegata vicino alla lavatrice) è lei più che mai, e allo stesso tempo è una sensazione precisa e circoscritta, come un vecchio rumore di infanzia che si realizza nell’umano più umano, nella semplicità dell’indescrivibile. (Zeno&Battaglia)
